24 Nov 2016

Un'intervista con Eric Taylor

Eric Taylor indica a Jan Theo Bakker la torre della cattedrale di Worcester

Una parte importante del sito www.ostia-antica.org è la sezione «Graffiti»,  in cui vengono raccolti tutti i graffiti finora conosciuti a Ostia e documentati mediante fotografie e, ove possibile, spiegazioni. 
Questo lavoro è iniziato circa vent'anni fa. I promotori erano Jan Theo Bakker, proprietario del sito, e un certo Eric Taylor, un insegnante inglese con un'incredibile passione per Ostia. Eric svolgeva il lavoro sul campo, esaminando minuziosamente ogni tratto di muro a Ostia alla ricerca di graffiti e fotografandoli. Jan Theo documentava poi le fotografie, le descriveva e le aggiungeva al sito. Eric e Jan Theo hanno lavorato così per quasi 20 anni e, quando Eric ha smesso, gran parte di Ostia era stata esaminata. (Leggete il suo racconto in fondo a questo articolo.)

Eric esamina un muro

Alcuni anni dopo, riesaminando le fotografie di Eric e constatando che molti muri di Ostia si deterioravano a causa di vari fattori, Jan Theo si rese conto che, prima o poi, quelle fotografie avrebbero potuto diventare le uniche testimonianze di ciò che gli abitanti avevano scritto sui muri nell'antichità. Le fotografie acquisivano quindi un'importanza sempre maggiore.
La maggior parte, però, era stata scattata all'epoca con una macchina fotografica analogica amatoriale e non mostrava sempre chiaramente ciò che era ancora visibile a occhio nudo. Era dunque il momento di verificare se i graffiti ancora esistenti potessero essere osservati e fotografati meglio con le moderne e sofisticate attrezzature.

Nel 2013, seguendo l'esempio del progetto sui graffiti di Pompei ed Ercolano, Jan Theo avviò quindi un'iniziativa per far fotografare nuovamente tutti i graffiti scoperti da Eric, questa volta con attrezzature digitali specializzate. Pubblicò un appello nel suo gruppo Facebook e ben presto si trovarono abbastanza volontari disposti ad assumersi questo compito. Era nato l'Ostia Graffiti Project.

Graffito della prua di una nave con una testa

Eric, ormai in pensione, aveva svolto un lavoro preparatorio così imponente che Roman Ports ritenne fosse giunto il momento di raccontare la storia di questo straordinario volontario. Insieme a Jan Theo si decise di realizzare una videointervista con Eric. L'intervista ebbe luogo il 22 ottobre 2016 a Worcester (Inghilterra), dove vive. 

 

 

 

Cliccate sulla foto per guardare l'intervista con Eric Taylor

 

UNA PRESENTAZIONE (da www.ostia-antic.org)

Se mi candidassi per un lavoro e nella descrizione della posizione fosse scritto «... è richiesta familiarità con il latino, il greco, l'epigrafia, le fonti giuridiche, l'architettura, la storia dell'arte, la religione, la geologia e così via ...», certamente non verrei convocato per un colloquio. Perché? Perché sono un microbiologo (e presto sarò un microbiologo in pensione).

Allora, perché un microbiologo si interessa a Ostia, ai graffiti e alla zecca? Nel 1972 iniziai a lavorare presso il mio attuale istituto e conobbi un collega con il magnifico nome inglese d'altri tempi di Arthur Charles Kitchener Fear. Già dal nome sembra un personaggio, e lo è senz'altro. È laureato in zoologia e in archeologia e probabilmente ha frequentato tutti i corsi brevi di archeologia mai organizzati dall'Università di Bristol.
Arthur partecipò allo sbarco a Salerno verso la fine dell'ultima guerra e passò in marcia accanto al Vesuvio durante la sua ultima eruzione.

Per molti anni compì un «pellegrinaggio» annuale a Marsiglia, Roma e Sorrento, dove soggiornava presso una famiglia che lo aveva ospitato durante l'ultima parte della guerra, quando era stato acquartierato in casa loro. Anche la mia prima vacanza all'estero fu a Sorrento (24 ore di treno), ma non avevo bisogno di guide o altro, perché Arthur mi aveva fornito tutto ciò che mi sarebbe servito per la mia prima visita a Pompei. A Natale ricevetti un biglietto da Arthur: purtroppo, per lui il tempo dei viaggi è finito. Nessuno lo vedrà mai più a Pompei, a Roma o a Ostia con il suo abito grigio antracite, la camicia bianca e la cravatta, le scarpe Oxford nere e una piccola valigia di cuoio malconcia in mano.

Cinque anni e mezzo fa dissi ad Arthur che avrei fatto il mio primo viaggio a Roma. Mi rispose che una visita a Ostia era D'OBBLIGO, quindi non ebbi altra scelta che fare esattamente ciò che mi era stato detto! Fu l'inizio di tutto: viaggi ogni anno e, ultimamente, due volte all'anno. Trascorro la maggior parte del tempo a Ostia; dopotutto, si può andare in Vaticano il lunedì, quando Ostia è chiusa. La scoperta casuale del sito di Ostia su Internet fu l'ultimo pezzo del puzzle. L'entusiasmo di JTB mi ha evidentemente contagiato, ed eccomi qui a cercare graffiti dappertutto (ci si abitua agli sguardi perplessi degli altri visitatori) e a studiare attentamente gli «articoli sulla zecca», molti dei quali sono stati gentilmente forniti da persone che si sono date da fare per trovarli.

Per me, uno degli aspetti piacevoli di Ostia è che riesco a vederla con gli occhi della mente (non posso dire lo stesso di molte zone della mia città che si trovano a meno di un miglio da casa). Alcuni luoghi rimangono particolarmente impressi, come il sottoscala degli Aurighi, e a volte JTB mi mette in difficoltà chiedendomi di indicare posizioni precise. Poi, però, ci sono angoli in cui si svolta per la prima volta e si scopre qualcosa di nuovo. Colleghi e familiari ormai conoscono la risposta alla domanda: «Anche quest'anno a Ostia?». La risposta è che, quando avrò visto tutto ciò che c'è da vedere, troverò un'altra destinazione.

Il mio problema principale è l'accesso alle risorse. La biblioteca del mio istituto ha poco da offrire, comprensibilmente, quindi senza Internet e il sito web sarei perso. Detto questo, le cose stanno cambiando. Aver conosciuto Elizabeth Shepherd in ottobre fa ben sperare per il futuro. Inoltre, mia figlia è laureata in studi classici (a Birmingham, con Ken Dowden), quindi è lei a farsi carico della maggior parte delle mie richieste di traduzione. A volte penso che riesca a ottenere da me ancora più informazioni su Ostia per le sue lezioni, e tutti i buoni libri che riesco a procurarmi sembrano sparire misteriosamente. Comunque, che arrivino presto la pensione e Ostia!

E.H. Taylor

Worcester, gennaio 2001

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