12 Jan 2017

Le Terme Taurine presso Civitavecchia

Da Luca Seidenari

Il complesso archeologico delle Terme Taurine, conosciute anche come Terme di Traiano, sorge a circa 4 km ad est del centro di Civitavecchia su un altipiano situato lungo la vecchia strada per Tolfa. Le strutture romane furono edificate nei pressi di una sorgente di acqua sulfurea. Lo sfruttamento di questa sorgente ha origini molto antiche: le sue virtù terapeutiche erano conosciute sin dall'epoca preistorica. Sicuramente le acque termali vennero sfruttate dagli Etruschi, ma solo in epoca romana ne venne ottimizzato l'utilizzo.

Particolare della Tabula Peutingeriana con Centumcellae e Aquae Tauri
(una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana)

Le Terme presero il nome da un piccolo insediamento etrusco-romano chiamato Aquae Tauri, che sorgeva sul vicino colle della Ficoncella. Ma vi é anche una ipotesi leggendaria sull'origine del nome. Secondo una leggenda riportata dal poeta latino Rutilio Namaziano, ex prefetto di Roma che visitò le terme nel 416 dopo Cristo, un toro (Taurus in latino) avrebbe raspato il terreno, come fanno i tori prima del combattimento, facendone scaturire una sorgente termale. Il Toro in realtà sarebbe stato un Dio, probabilmente Giove, cioè la massima divinità per i romani. Il poeta fa anche dei riferimenti alla mitologia greca per supportare questa ipotesi; quindi le sorgenti termali sarebbero state create per intervento divino. Ciò naturalmente per gli antichi serviva per spiegare le eccezionali qualità terapeutiche delle acque.
L'altro nome del sito, cioè Terme di Traiano, invece deriva da una errata interpretazione dei ruderi: per tanti anni si è pensato infatti che le strutture romane visibili in questa zona fossero di pertinenza della grande villa fatta costruire dall'imperatore Traiano agli inizi del II secolo dopo Cristo, di cui parla anche il grande scrittore Plinio il Giovane (legge anche l'articolo 'Centumcellae, il porto Traiano'). Tuttavia questa villa sarebbe da localizzare molto probabilmente sul colle del Belvedere, a circa un chilometro dalla costa, all'interno di una zona militare.

Le terme repubblicane

I primi scavi delle area archeologica risalgono al 1777 per conto del governo pontificio, ma le strutture sono divenute oggetto di studio approfondito soltanto nel XX secolo.
Le strutture visibili si dividono in due distinti gruppi di edifici, costruiti in epoche diverse: le cosidette Terme repubblicane, risalenti alla metà del I secolo avanti Cristo circa e costituite da muri in opera reticolata poco regolare, e le terme imperiali, costruite tra il 123 e il 139 dopo Cristo, sotto l'impero di Adriano e caratterizzate dal paramento in mattoni. Naturalmente nel corso dei secoli furono apportati molti restauri e modifiche alle strutture.
Durante l'età imperiale fu notevole l'affluenza dei frequentatori, provenienti sia da Roma sia da altre località, favorita anche dalla vicinanza del porto di Centumcellae e della Villa Imperiale.
La caduta dell'Impero alla fine del V secolo portò alla rapida decadenza del complesso termale, che forse ebbe una breve ripresa all'epoca di Teodorico, a cavallo tra i V e il VI secolo. In seguito, probabilmente a causa della lunga guerra tra Bizantini e Goti che coinvolse il territorio, le terme cessarono di funzionare definitivamente. Comunque è molto probabile che lo sfruttamento delle acque termali, che continuavano a sgorgare nell'edificio abbandonato e ormai in rovina, non cessò mai completamente. Infatti durante lo sterro dell'ampio calidarium di età imperiale furono rinvenuti resti di vasche risalenti a epoche successive al VI secolo.

La zona inesplorta occupata dal casale

Nel sito archeologico ci sono ancora zone da indagare; per quanto riguarda le Terme repubblicane resta da effettuare lo scavo dell'area nord ovest, mentre delle Terme adrianee rimane ancora inesplorata la zona occupata dal Casale e tutta l'area ad ovest del complesso. Le Terme Taurine occupavano originariamente una superficie non inferiore ai 20.000 metri quadrati. Gli edifici si presentavano ornati da marmi pregiati, statue, intonaci dipinti, cornici, stucchi, affreschi, colonne e capitelli in travertino; di tutto questo purtroppo sono stati ritrovati solo alcuni resti.

A parte l'acqua termale, che sgorgava naturalmente dal sottosuolo, l'approvvigionamento idrico era stato organizzato convogliando varie piccole sorgenti attraverso un acquedotto in una cisterna posta a poca distanza dalle terme. Tutta la struttura era dotata di un sistema idraulico molto complesso e funzionale, costituito da cunicoli, condotte, tubi in piombo, gallerie sotterranee e dotato di un canale di scarico

 

Descrizione dei ruderi Terme Repubblicane.

Le Terme Repubblicane sono identificabili in due aree distinte, una relativa alle vasche e una costituita da vari ambienti dove si svolgevano altre attività complementari, come riunioni, incontri di affari e massaggi terapeutici.

Il peristilium

A queste aree si accedeva attraverso il peristilio (cortile centrale), costituito da portici con colonne ottagonali aventi il nucleo in mattoni e il rivestimento in stucco e sormontate in origine da capitelli di travertino decorati.

Una delle camerette da letto

 

 
 


 Ad ovest del peristilio si trovano alcuni piccoli ambienti, denominati cubicula diurna, che conservano quasi interamente la pavimentazione a mosaico, utilizzati come camerette da letto dove si poteva riposare dopo il bagno o effettuare trattamenti curativi e massaggi.

L'ambiente absidato.

 

  

 


 

Il vasto ambiente absidato a nord era invece una Exedra. Nella grande abside semicircolare erano collocati certamente dei sedili dove i frequentatori potevano sostare e conversare.
Un altro ambiente absidato più piccolo, simile al precedente e diviso da esso da un corridoio, può essere interpretato come una piccola Exedra. Procedendo attraverso un ampio corridoio, pavimentato in opera spicata, si raggiunge un vasto ambiente con pavimento musivo decorato con stelle e rombi parzialmente conservato. Esso costituiva una specie di atrio per gli ambienti termali.

Il Laconicum


 

Attiguo a questo vano è il Laconicum o sudatorio, di forma circolare. È probabilmente l'ambiente più antico delle Terme Taurine, forse risalente al II secolo avanti Cristo, con alcune pareti in opera incerta. In origine aveva una vasca al centro, tuttora visibile, ove affluiva l'acqua termale ad una temperatura molto elevata; intorno alle pareti vi era un gradino rivestito da lastre di travertino, dove il frequentatore poteva sedersi dopo l'immersione.
In età adrianea la vasca venne colmata con pietre e mattoni e il gradino demolito; furono quindi costruiti dei pilastrini, di cui è visibile una minima parte, per sorreggere un pavimento marmoreo. Nel vuoto così creato sotto il pavimento veniva fatta circolare aria molto calda, prodotta dalla combustione della legna in un apposito forno (praefurnium). La stanza probabilmente era coperta da cupola e veniva quindi utilizzata per bagni di sudore.

Il Tepidarium. A sinistra della scala, l'Apodyterium

Dal sudatorio, mediante un piccolo corridoio, si accedeva dapprima ad una latrina e quindi ad un ambiente che doveva costituire l'Apodyterium, cioè lo spogliatoio delle Terme. Dallo spogliatoio, dove sono presenti piccole vaschette che servivano per il lavaggio dei piedi, si accedeva direttamente alla prima vasca, dotata di pavimentazione a mosaico e rivestita con lastre di marmo, denominata (per comodità) Tepidarium. Da questa vasca, attraverso una apertura sulla parete rivestita in marmo, si poteva accedere direttamente al Calidarium.

 

 

Il Caldarium repubblicano

Questo ambiente è di notevole interesse per la forma basilicale: è diviso in tre navate da due file di colonne con busto di travertino rivestito da stucco. In età adrianea furono apportate sostanziali modifiche all'ambiente: per dare maggiore solidità alla struttura, le colonne furono sostituite o inglobate da pilastri in muratura.
L'originale copertura venne sostituita da una massiccia volta, sotto la quale fu creata una terrazza praticabile, con copertura a padiglione (una specie di ballatoio).
Una parte della preziosa pavimentazione marmorea calidarium è occupato quasi interamente da un ampia vasca intorno alla quale vi sono altre piccole vaschette disposte su tre lati; l'acqua termale nella vasca principale era mantenuta ad un livello costante mediante opportuni sforatori che andavano a riempire le vasche adiacenti. L'ambiente era sicuramente decorato con ricchi rivestimenti marmorei e capitelli ionici.

La grande ara votiva.

Al centro della grande abside, quasi completamente ricostituita, vi è una nicchia rettangolare che presenta ai lati due mensole marmoree, atte a sorreggere delle colonnine: si tratta evidentemente di una edicola dove era situato il simulacro delle divinità tutelari delle acque, cioè le Ninfe. Per gli antichi ogni sorgente, specialmente se di acqua termale, era ritenuta sacra. Nei pressi dell'edicola fu rinvenuta anche una grande ara votiva di marmo, sistemata ora nell'abside, dedicata alle Ninfe da Alcibiade, liberto dell'imperatore Adriano.

 

 

Il Frigidarium


A sud del Calidarium si trova un'altra vasca con pavimento a mosaico, costruita posteriormente, probabilmente all'epoca dei Flavi, alimentata dal sopravanzò del Calidarium.

 

 

 

 

 

 

Descrizione dei ruderi Terme Imperiali

Terme Taurine 01L'accesso del complesso termale di età imperiale si raggiunge mediante una breve scala che immette in un corridoio finestrato che conduce a sua volta a quella che era la sala di ingresso ai bagni. Qui si pagava il biglietto di entrata (il balneaticum) e si depositavano parte delle vesti ed altri oggetti personali, che venivano presi in consegna da un apposito incaricato, il capsarius, responsabile del guardaroba.

Un'ambiente vicino all'ingresso delle Terme Imperiali

Vicino all'ingresso si trovava una latrina che, come altre presenti nell'edificio, era provvista di sedile forato e posta al centro di una nicchia, sotto la quale scorreva continuamente acqua che defluiva direttamente nel condotto fognario. Si giungeva quindi agli spogliatoi, riscaldati con il sistema dell'ipocausto, di cui erano dotati quasi tutti gli ambienti termali di età imperiale. Sono infatti ancora visibili i resti del sistema di riscaldamento con l'aria calda prodotta nel prefurnium, che mediante dei cunicoli si diffondeva nell'intercapedine creata sotto i pavimenti degli ambienti e che risaliva lungo le pareti attraverso dei mattoni forati.

 

Il Caldarium imperiale

Dagli spogliatoi si procedeva attraverso corridoi ed altri ambienti al calidarium imperiale, il più vasto e rappresentativo di tutti gli ambienti delle Terme Taurine.
Il Calidarium era coperto da una volta a crociera, decorata con stucchi e divisa a cassettoni. Le pareti, come pure l'ampia vasca da bagno, erano rivestite da lastre di marmo; tutte le nicchie avevano delle aperture che, insieme alle varie finestre presenti nell'ambiente, servivano per illuminare il grande ambiente. Le finestre erano provviste di vetri fissati in telai di legno rivestiti con lamine di piombo.

Dopo il bagno il frequentatore seguiva un percorso attraverso vari vani riscaldati, nell'ultimo dei quali sostava finché non fosse terminata la traspirazione provocata dall'acqua termale.
Inoltre in alcuni ambienti poteva usufruire anche di cure e massaggi, pagati a parte, effettuati da personale specializzato. Il cliente passava poi in un altro vano meno riscaldato per potersi abituare gradualmente alle temperature inferiori.

il Tepidarium

Altra tappa fondamentale per il ciclo terapeutico era il tepidarium, che si trova tra il calidarium e il frigidarium. Esso era costituito da una sala in cui si trovavano una grande vasca rettangolare, al di sopra della quale erano due nicchie decorate con statue, ed una vasca più piccola posta in una nicchia semicircolare che aveva la funzione di doccia. Al funzionamento di questo ambiente era destinata un area di servizio apposita che conserva ancora parte dei basamenti sui quali poggiavano i recipienti che fornivano acqua alle due vasche. L'acqua utilizzata nel tepidarium non era acqua termale ma acqua normale proveniente direttamente dalla cisterna delle Terme.

A sinistra la vasca all'aperto del Frigidarium 


Dopo essersi gradualmente rinfrescati si poteva affrontare il bagno freddo. A tale scopo, come si riscontra in quasi tutti i complessi termali, ci era una vasca collocata all'aperto: il frigidarium. Vi si accedeva mediante tre gradini, l'ultimo dei quali sporgente nell'alveo e utilizzato come sedile. Sul lato ovest rimangono alcune delle lastre di marmo bianco che rivestivano la vasca stessa sia all'interno che all'esterno.

 

Tepidarium imperiale

 

Dagli spogliatoi si poteva anche accedere ad un particolare vano munito di due avancorpi con quattro finestre sui lati sud e ovest. Questo ambiente, oltre ad essere abbondantemente riscaldato da raggi solari, era dotato di un sistema di riscaldamento con due bocche di accensione. Si tratta di una stufa solare o heliocaminus, dove si poteva ottenere il bagno di sudore con sabbia riscaldata. All'interno di uno degli avancorpi ci sono ancora resti di una vasca che conteneva la sabbia e nelle pareti si notano ancora vari mattoni forati attraverso i quali il calore si distribuiva nell'ambiente.
Vicino all'ingresso, sotto le prime due rampe di accesso al piano superiore, si trova una latrina ad uso del personale, pavimentata con mosaico bianco parzialmente conservato. Del piano superiore purtroppo è rimasto ben poco ma pare fosse limitato solo ad una parte dell'edificio. Tra i vani esistenti sono riconoscibili una vasta sala fiancheggiata da terrazzo praticabile e alcuni ambienti posti ad un livello più basso. Probabilmente parte del piano superiore era utilizzata come magazzino di materiali tipo oli per massaggi e asciugamani. Invece proprio sopra l'heliocaminus, quindi posizionato a sud ovest, si trovava molto probabilmente il solarium.

 

Area a sud

Il lato est delle Terme Imperiali

Il complesso termale comprendeva anche altri ambienti dedicati ad attività culturali e di servizio situati a sud della zona delle vasche. Tra l'area termale a nord e quella a sud si trovava la biblioteca. Era una grande sala con otto nicchie rettangolari collocate a poco più di mezzo metro dal pavimento dove erano sistemati gli scaffali per i libri, i volumina, raccolti in contenitori rotondi. Al centro della parete lunga di fondo vi era una nicchia semicircolare dove probabilmente si trovava una statua di Minerva, dea delle arti e delle scienze. L'ambiente era ornato con colonne marmoree che dividevano le nicchie e aveva pareti rivestite con marmi di diverse varietà, con un ricco pavimento decorato con quadrati di porfido. Ai lati della biblioteca, in perfetta simmetria si trovavano prima delle latrine con relativi vestiboli e poi due ambienti che dovevano essere utilizzati come sale di lettura. Nelle rientranze delle pareti di fondo di queste sale erano probabilmente collocati dei lettini (Lectus lucubratorius) sui quali si poteva leggere.

Il Porticato

Sia la biblioteca che i vani ad essa adiacenti avevano accesso da un porticato formato da pilastri e colonne, in parte ancora riconoscibile.

 

 

 

Il Cryptoporticus

 

 

Da questo portico si scendeva mediante una scala nel cryptoporticus utilizzato per passeggiate al coperto. Al di sopra del criptoportico erano piccoli ambienti disposti intorno a un corridoio centrale, utilizzati probabilmente come hospitalia (albergo), dove alloggiavano gli ospiti delle Terme. A sud del criptoportico si trovano altri ambienti, parte dei quali costituiti in opera reticolata. Tra questi si distingue una Exedra, che doveva essere riccamente decorata. In età imperiale il pavimento del Exedra viene rialzato per creare un dispositivo di riscaldamento ipocausto.

 

 

Una parte della sistema ipocausto sotto il pavimento

A destra dell'esedra ci era una rampa pavimentata a mosaico che portava molto probabilmente agli hospitalia. Una scala metteva in comunicazione queste stanze con alcuni vani più grandi forse in connessione con la biblioteca. 

La struttura che concludeva il complesso è costituita da vari ambienti, alcuni dei quali con funzione di avancorpo di sostegno. In questa zona si trova anche una serie di piccoli vani utilizzati probabilmente come magazzini. Purtroppo le altre strutture sono state notevolmente danneggiate e in alcuni casi distrutte dalla edificazione del Casale avvenuta alla fine del Settecento e quindi difficilmente interpretabili

 

In alto a sinistra resti degli Hospitalia, raggiungibili dalla rampa pavimentata a mosaico. In alto a destra il Casale dei Bagni, fine XVIII sec.
Articoli & progetti recenti

Gades torna in vita (Inglese)

Gades torna in vita (Inglese)

Today's Cadiz is one of the oldest cities in Western Europe that has been continuously inhabited.....

Leggi tutto...

Tarracina, il quarto porto di Traiano (Inglese)

Tarracina, il quarto porto di Traiano (Inglese)

Tarracina was located at a fairly strategic point: namely where the Volsci hills flow into the Tyrrhenian Sea ....

Leggi tutto...

La porta di Nero ad Antium (Inglese)

La porta di Nero ad Antium (Inglese)

According to the Greek historian Xenagoras, Antium was founded by Anthias, son of Odysseus and ....

Leggi tutto...

Il porto di Volterra (Inglese)

Il porto di Volterra (Inglese)

 Entering on the region of Volaterra, appropriately called "The Shallows," I thread my way ........

Leggi tutto...

ALLA RICERCA DEL PORTO DI SAINT MARTIN LE BAS (inglese)

ALLA RICERCA DEL PORTO DI SAINT MARTIN LE BAS (inglese)

 In the municipality of Gruissan, the island of Saint Martin is located a few tens of kilometres from Narbonne........

Leggi tutto...
Ultime notizie

About Roman Ports

Amor and PsycheWe are committed to providing versions of our articles and interviews in several languages, but our first language is English.

Please become a member of the Facebook group, which is our main communication platform. There you can learn about upcoming events and items of interest, post your own photos, or share any stories or general questions you may have.

If you have specific questions about our organisation, questions about financial issues, if you would like to assist in the production of our online magazine, or if you have specific requests or ideas for content, use our contactform below. You can contact us in any language!